
L’Attachment parenting è la teoria che mettere nero su bianco uno stile genitoriale che nella società attuale viene ancora definito “alternativo” ma che arriva dritto dritto dalla nostra cultura ancestrale.
Il cardine di questa teoria è l’essere genitori “ad alto contatto” come racconta Elena Balsamo in questa intervista, prendo in prestito questa definizione perché la traduzione letterale dall’inglese non riuscirebbe a renderne chiaro il significato in italiano.
Ma essere genitori ad alto contatto e ad alto “affetto” non viene in automatico, mamma e bambino in primis, ma anche papà e bambino, devono imparare a conoscersi, a capirsi e per farlo hanno bisogno proprio di contatto fisico, di sguardi, di empatia, di ascolto e di tranquillità.
L’allattamento al seno fin dai primi minuti dopo la nascita e il contatto continuo pelle a pelle sono due dei sistemi più naturali per creare e cementare questo “contatto”.
Nella nostra società moderna il contatto madre-bambino viene fortemente osteggiato fin da subito dopo la nascita e poi continua con la difficoltà di attuarlo praticamente perchè ci si aspetta che i genitori tornino immediatamente attivi e non si prevede che nei primissimi mesi il neonato abbia bisogno della mamma vicina in continuazione.
Per l’accudimento dei bambini vengono subito proposti tutta una serie di “ammenicoli” che vanno dal biberon di ultima generazione alla carrozzina di design, tutti oggetti che vogliono che il neonato sia separato fisicamente dalla mamma.
Invece la cosa più semplice e più bella è portare i bambini “addosso” come fanno le scimmie e come fanno ancora gli uomini delle culture tribali, soprattutto nei primissimi mesi la fascia e il marsupio sono la scelta giusta per diventare “genitori ad alto contatto” mantenendo il legame che è cominciato nell’utero, invece di troncarlo.
I bambini più grandicelli, diciamo oltre i 6 mesi, cominciano ad avere bisogno anche di altre relazioni, cominciano ad aprirsi al mondo ma il contatto fisico con la mamma ed il papà resta fondamentale per tutti i primi anni, infatti portare in braccio i nostri bambini è una richiesta reale da parte loro e un piacere per noi.
Purtroppo quando il peso aumenta il portarli in braccio ci può causare dei problemi e la cosa migliore è continuare ad usare la fascia oppure trovare delle soluzioni alternative, se si vuole essere più liberi, e qui entra in gioco un’idea che arriva dall’Inghilterra per poter portare i bambini in braccio senza fatica.
In pratica, invece di spostare la nostra anca in fuori per reggere nostro figlio, il seggiolino da anca hipseat diventa un’anca artificiale su cui appoggiare il piccolo senza storcere la nostra colonna in modo innaturale e dannoso.
Perfetto dai 6 mesi ai 3 anni, colorato, regolabile per tutti i girovita, è imbottito per non dare fastidio e si lava in lavatrice, mi piace!