Pannolini lavabili Vs Pannolini usa e getta, qual’è il sistema più pratico?
Noi mamme abbiamo tutte pochissimo tempo da perdere e, anche se sappiamo che è nostro dovere ridurre l’impatto ambientale dei nostri consumi e di quelli di tutta la famiglia, quasi sempre è questo il dato che ci fa scegliere cosa comprare…
Ad una prima analisi i pannolini lavabili possono sembrare un ritorno al passato poco praticabile ai giorni nostri, quando le mamme stavano a casa c’era più tempo per organizzarsi anche in queste incombenze ma adesso come ci si può riuscire?
In realtà usare i pannolini di stoffa è semplice, pratico, veloce e anche molto molto economico dal punto di vista della vil moneta (e la crisi incombe!).
Quando penso ai cartoni animati di ieri (e con ieri intendo la fine dei mitici anni ’80 e degli anni 90 perché coincidono con il mio essere bambina) oltre ai classici Disney mi vengono subito in mente il Mago Pancione Etcì, e Carletto il Principe dei Mostri.
Che musiche carine e che cartoni! Oggi invece i cartoon che trasmettono in televisione non mi piacciono molto , li trovo un pò tutti uguali a se stessi e non proprio stimolanti, ma sicuramente non sono ancora un’esperta.
Il mio bambino ha compiuto un anno da qualche giorno e ancora i cartoni non li guarda, ma ascolta la musica e ogni tanto riesce ad incantarsi!
La sigla del Mag
o Pancione Etcì ci piace perché è molto ritmata e poi il piccino ha sempre riso tutte le volte che starnutivamo. Così davanti all’etcì del Mago ride di gusto e muove le braccia a tempo.
Carletto il Principe dei Mostri credo che gli piaccia per la voce un po’ stride
nte e per i mostri che ogni tanto cantano e lo fanno sorridere. E se io canto sopra è tutto ancora più movimentato.
Non sono delle vere ninne nanne perché quelle le improvviso di sera in sera, ma sono canzoni che mi riportano indietro e che fanno ridere il mio piccino e me con lui, in una sintonia da cartoon anni ’80 perfetta!
E voi cosa cantate ai vostri bimbi? Vi capita mai di tornare indietro nel tempo grazie a loro?
Primavera fa rima con viaggi e gite fuori porta e, dopo aver parlato di come organizzarsi per ridurre al minimo gli oggetti inutili da portarsi dietro, oggi voglio parlare di un altro oggetto tanto utile quanto geniale.
A casa siamo abituati con seggioloni classici o seggiolini per l’ora del pasto, in modo che i bambini possano stare vicino a noi anche mentre si mangia.
In questi ultimi tempi si parla tanto di svezzamento naturale e di autosvezzamento, tante mamme scelgono questa soluzione e allora diventa ancora più importante che i piccoli partecipino al momento del pasto di famiglia come mamma e papà e i fratelli maggiori.
Quando siamo in procinto di iscrivere il nostro bimbo all’asilo nido, specie se dobbiamo rientrare al lavoro e stiamo allattando al seno, una delle principali preoccupazioni è legata alla ritualità della nanna.
Io ci sono passata: per una serie di vicissitudini famigliari e lavorative, sono dovuta rientrare al lavoro molto presto e ho inserito le mie bimbe all’asilo nido quando ancora le allattavo esclusivamente al seno. Si, prima dei sei mesi. E’ stata una necessità (avremmo preferito stare a casa assieme ancora un po’) , ma ce la siamo cavata bene, sia con la prima che con la seconda bimba
. [...]

La valigia da portare con noi all’ospedale per il grande giorno è una di quelle valige a cui bisogna dedicare del tempo…
Si perché è la prima vera valigia che facciamo per due, soltanto per noi due. La valigia del nostro primo viaggio…
Sarete sommerse dai suggerimenti (anche non richiesti) su cosa dovrete assolutamente portare con voi perché indispensabile; in Rete digitando “valigia per il parto” troverete liste infinite, ma vi consiglio spassionatamente di attenervi strettamente solo alle richieste dell’ospedale in cui partorirete. Infatti, tutte le Unità Operative hanno delle richieste specifiche che è caldamente consigliato rispettare.
Così, non vi farò la solita lista della spesa, ma mi limiterò a darvi alcuni consigli pratici per la mamma e per il bebè. [...]
Rientrare nei propri jeans, sentirsi nuovamente in forma, magari anche carine come prima: non è forse uno dei desideri che proviamo dopo il parto?
Chi prima chi dopo è assolutamente normale avere la sensazione che è il momento di rimettersi in forma, è una voglia di benessere che spesso si accompagna ad un piccolo senso di sconforto constatando che no, non è sempre così facile.
Purtroppo la pubblicità, il cinema e i vip che sono sempre sotto i riflettori ci danno una visione un po’ distorta di questo aspetto della maternità. Questo per dire che è molto più normale una mamma che ha partorito da poco con un po’ di “riserva” in più (chiamiamola così
) che non una mamma con un bimbo di qualche mese con la stessa taglia di nove mesi prima. [...]
Adele è un nome di origine germanica, come Adelaide, Ada, Heidi, Adelina. E’ un nome con molte varianti, dotato di una sonorità dolce.
La radice del nome riporta a “qualità, nobiltà” e dunque il significato è “persona dai modi e dall’aspetto nobili“.
E’ diffuso soprattutto in provincia di Bolzano ed è stato un nome presente anche in casa Savoia, ai tempi del neonato Regno d’Italia.
L’onomastico si festeggia il 24 dicembre.
Adele è una bambina ricca d’intuito e intelligenza, dolce, raffinata e coraggiosa. Al tempo stesso è molto esigente con le persone che le stanno accanto, offre tutto il suo amore e ne chiede moltissimo!
Tra i personaggi famosi con questo nome senz’altro la più nota è la cantautrice britannica Adele, icona del soul bianco. Quando ho saputo che è nata nel 1988 e che quindi ha solo 24 anni, mi sono resa conto che pur essendo giovanissima ha già fatto cose straordinarie (e anche che il tempo sta passando in modo inesorabile, ndr).
Il disco 21 ha ottenuto un successo incredibile, vincendo 6 statuette al Grammy Awards e molti altri riconoscimenti.
Lo conoscerete già, ma potete ascoltarlo interamente su Youtube, è fantastico!
Lavare i dentini è una cosa importante, meglio cominciare ad insegnarlo ai bambini il prima possibile.
Ma come si fa con il dentifrici? Finchè sono piccoli tendono ad ingoiarli e quelli industriali sono dannosi e per niente raccomandabili, anche se sono specifici per bambini…
Come sempre accade la cosa migliore e farli in casa, così sappiamo esattamente cosa ci mettiamo dentro e se per caso il pupo ne ingoia un goccino non ci sono rischi.
Con pochi ingredienti, che si trovano tutti tra la farmacia e l’erboristeria, è possibile fare un dentifricio in pasta, efficace contro la placca ma completamente naturale.
Il filosofo greco Aristotele, quando parlava di felicità la poneva come fine ultimo per l’uomo, come obiettivo a cui tendere per rendere compiuta la natura umana.
Leggere questo libro, La felicità sostenibile di Maurizio Pallante, mi ha fatto pensare: tutti noi vogliamo essere felici (sia in termini razionali, che nella nostra condizione umana, psicologica e materiale), tutti vorremmo spazio verde per i nostri bambini, città più sicure, meno inquinate, magari vorremmo anche spendere meno e vivere meglio.
Le mamme (alzi la mano chi non è d’accordo) vorrebbero più sostegno, collaborazione e solidarietà, ad esempio attraverso rapporti di vicinato più umani, relazioni meno formali, più libertà di vivere a proprio modo la maternità (senza nessuno, per capirsi, che ti guardi storto se allatti in pubblico, indipendentemente dall’età del tuo bimbo, o che ti dica che per farlo dormire devi o non devi tenertelo vicino, e dopo quanto è giusto rientrare al lavoro).
Ma poi, proseguendo la lettura e cogliendo tanti stimoli intelligenti e di buon senso mi sono chiesta perchè il mondo vada dalla parte opposta.
Quando nascono i nostri bambini abbiamo uno stimolo in più a modificare i nostri comportamenti in modo che abbiano un futuro sano e una terra pulita. Questo libro mi è piaciuto perchè parla di bisogni e di relazioni senza cadere nella retorica e parte da quelli per cambiare il corso delle cose. [...]
Primavera ed estate imminente e quanto è bello farsi dei giri fuoriporta nelle giornate libere?
Quando ci sono figli piccolini basta programmare ed organizzarsi un minimo.
Con qualche piccola accortezza si può riuscire a divertirsi senza stressarsi per delle piccolezze, che poi sono quelle che creano disguidi e malumori.
Se non c’è, o non c’è più, l’allattamento al seno vengono in aiuto biberon ed accessori, però bisogna scegliere quelli giusti.
Una scelta meditata è necessaria per non caricarsi di roba come muli e per preparare e scaldare il tutto in poco tempo e senza scocciature.
Sia a casa che fuoricasa il primo accorgimento è usare un biberon di ottima qualità.